Autore: Stefano De Stefano

Recensione/Review
A STRANGE DAY

IL “NEW HARD BOP” DI CARLA MARCIANO

Non capita spesso di imbattersi in una ragazza del jazz che non sia una cantante o tutt’al più una pianista o nella migliore delle ipotesi entrambe le cose, come nel caso di Diane Schurr, Elian Elias o Diane Krall, per restare ad alcune protagoniste dell’attuale star-system della musica afroamericana. L’originale circostanza accade invece in Campania, ed in particolare a Salerno, dove da almeno un decennio si vive una stagione particolarmente felice per quanto riguarda il jazz targato “new hard bop”. Ed a questo filone può sicuramente iscriversi anche la sassofonista Carla Marciano, che ha pubblicato negli ultimi mesi del 2005 il suo secondo album “A strange day”, edito dalla Black Saint, dove gli argomenti già molto incoraggianti del primo “Trane’s Groove”, appaiono qui pienamente risolti non solo grazie al contributo niente affatto secondario degli altri membri del quartetto: Alessandro La Corte , Aldo Vigorito e Gaetano Fasano, ma anche per la sicurezza con cui affronta le interpretazioni più ritmiche ed aggressive come “Dance of mind” e “From where? (brano, questo del pianista La Corte), o le ballad come “Far away” e “I try to remember”, in cui il sassofono dalla Marciano sembra aver assimilato in modo più trasversale le lezioni dei grandi maestri…